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La relazione tra lo strato di ozono e il cambiamento climatico

Non hai potuto partecipare al live webinar di Act4Eco nella Giornata Internazionale dell’Ozono? Non ti preoccupare!

Nei prossimi due articoli potrai leggere i punti più importanti del nostro dialogo con Liazzat Rabbiosi e Sotiris Papadelis

 

QUAL È LA RELAZIONE TRA LO STRATO DI OZONO E IL CAMBIAMENTO CLIMATICO?

Spesso si pensa che l’assottigliamento dello strato di ozono sia qualcosa di negativo per l’ambiente, ma qual è esattamente la relazione tra lo strato di ozono e il cambiamento climatico?

La funzionaria dell’UNEP Liazzat Rabbiosi è stata ospite dello stimolante webinar live organizzato da Act4Eco il 16 Settembre – Giornata Internazionale dell’Ozono – , dove ha partecipato a un dibattito il cui tema centrale era come la sfida globale di ripristinare lo strato di ozono incida sul cambiamento climatico.

 

Impatto delle decisioni a livello globale

Lo strato di ozono protegge la terra dalla radiazioni del sole. Se non fosse per questo scudo protettivo di gas nella stratosfera, l’esposizione ai raggi UV-B del sole renderebbe la vita sulla terra insostenibile. Tuttavia, il “buco” nello strato di ozono non è scientificamente considerato un fattore primario del riscaldamento globale. L’energia addizionale che arriva alla terra dal buco nell’ozono è in quantità così ridotta da non potere essere ritenuta responsabile del progressivo innalzamento delle temperature.

Ma questo non significa che la conservazione dello strato di ozono e il cambiamento climatico non siano in qualche modo collegati. Un’importante punto di contatto è il fatto che molte delle sostanze responsabili dell’assottigliamento dello strato di ozono – come i clorofluorocarburi (CFC) e gli idroclorofluorocarburi (HCFC) – hanno un impatto importante sull’innalzamento delle temperature sulla superficie della terra.

L’anidride carbonica (CO2) è stata a lungo considerata la principale responsabile del riscaldamento globale, ma recenti studi indicano che vi contribuiscono anche molti altri tipi di gas.

Liazzat Rabbiosi spiega come il trattato internazionale del 1987 noto come il Protocollo di Montreal è stato il principale motivo dietro alla decisione di chiudere il “buco” nell’ozono:

“Nel 1987 ogni Paese al mondo siglò – per la prima volta nella storia – un trattato globale focalizzato nello specifico su un tema ambientale. Nel caso del Protocollo di Montreal, il tema era la conservazione dello strato di ozono. Il protocollo è stato strumentale nel ridurre il ‘buco nell’ozono’. Grazie e questo accordo internazionale, il 99% delle sostanze responsabili della riduzione dello strato d’ozono sono state eliminate.” 

Per quanto sia stato efficace a preservare lo strato d’ozono, il documento da allora ha avuto bisogno di un miglioramento per non contribuire anch’esso alla crisi climatica. Liazzat Rabbiosi spiega come il protocollo sia stato emendato per coesistere in una relazione simbiotica con gli attuali sforzi necessari per la lotta contro il cambiamento climatico:

“Il principale obiettivo del Protocollo di Montréal è stato eliminare la produzione e il consumo di CFC e HFC e sostituire questi gas con alternative non dannose per lo strato di ozono, come gli HFC. Tuttavia anche gli HFC sono stati dichiarati dannosi gas serra. Questa constatazione ha reso necessario un cambiamento al contenuto del documento originale. Nel 2016 è stato aggiunto l’Emendamento di Kigali, chiamato così dal nome della capitale del Ruanda in cui è stato siglato.  L’emendamento di Kigali introduce misure di controllo per ridurre la produzione di HFC su scala globale.” 

Si stima che tale policy abbia un impatto significativo sul cambiamento climatico causato dall’uomo. Si ritiene infatti che alcuni HFC siano fino a mille volte più potenti della CO2 nel contribuire al cambiamento climatico. Pertanto, ci si aspetta l’eliminazione degli HFC iniziata con l’Emendamento di Kigali permetta di evitare un aumento delle temperature globali pari a 0,4 gradi Celsius entro il 2100, continuando allo stesso tempo a proteggere lo strato di ozono.

L’Emendamento di Kigali ad oggi sta favorendo l’uso di HFC che impattano poco sul cambiamento climatico o refrigeranti alternativi, come gli idrocarburi o l’ammoniaca. Il passaggio a nuovi refrigeranti ha permesso anche al settore manifatturiero e agli utenti di passare a impianti di refrigerazione e aria condizionata che garantiscono un uso più efficiente dell’energia, il ché va a vantaggio non solo dello strato di ozono, ma anche del clima in generale.

 

L’importanza di avere utenti consapevoli

Tenere traccia dell’efficienza energetica degli elettrodomestici e dispositivi elettronici presenti in casa è un modo che i consumatori singoli possono adottare per contribuire attivamente al cambiamento climatico e al ripristino dello strato di ozono. Ad esempio: sostituire i vecchi condizionatori o frigoriferi con modelli a maggiore efficienza energetica – il ché ha un impatto positivo sul clima – e con emissioni di gas dannosi come i CFC ridotte o addirittura nulle – il ché va a beneficio dello strato di ozono. Come spiega Liazzat Rabbiosi, rendere gli utenti consapevoli di queste tematiche è importante tanto per la preservazione dello strato di ozono, quanto per contrastare il cambiamento climatico:

Una delle azioni politiche più importanti che i governi possono prendere per implementare il Protocollo di Montréal e onorare gli impegni presi negli Accordi di Parigi consiste nell’implementazione di attività che incidano sulla consapevolezza dei consumatori finali, come ad esempio la Giornata Internazionale dell’Ozono. Il punto principale è fare acquisire ai cittadini le competenze di come loro stessi possano cambiare i loro comportamenti quotidiani in modo efficace. Questo è uno degli aspetti più importanti, perché capire aiuta ad accrescere la motivazione e ad adottare un cambiamento a livello comportamentale.”

Agire per migliorare l’impatto del singolo sul clima contribuisce alla preservazione dello strato di ozono e, viceversa, prendere in considerazione la preservazione dello strato di ozono nella propria vita quotidiana ha degli effetti secondari positivi sul clima. 

In altre parole: c’è un collegamento tra lo strato di ozono e il cambiamento climatico nel modo in cui noi pensiamo al nostro impatto sul pianeta. Tu stesso e le persone intorno a te, potete contribuire a fare la differenza per il futuro dell’ambiente e dello strato di ozono che ci protegge. 

Come posso fare concretamente? Vai su Act4eco.eu per scoprire 24 azioni che puoi intraprendere nella tua vita quotidiana per fare la tua parte e proteggere il nostro pianeta.

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